Abbadia San Salvatore

Comune Abbadia Siena
APT Amiata – Informazioni turistiche
Via Adua, 25 – tel. 0577 775 811

Abbadia, a soli 12 km dalla cima del Monte Amiata, è una meta molto amata dagli sciatori, grazie ai diversi impianti di risalita e percorsi per praticare lo sci di fondo attraverso meravigliosi boschi di faggi. In estate attrae, grazie al suo clima fresco e ai sentieri che salgono in diverse direzioni verso la montagna, famiglie e amanti del trekking.
Il nome del paese deriva dall’abbazia benedettina di San Salvatore fatta costruire, secondo la tradizione popolare, nel 743 dal re longobardo Rachis, che era molto religioso. Intorno all’abbazia, una delle più ricche e potenti nella Toscana altomedievale, si sviluppò un borgo, che divenne dopo l’anno 1000 un fiorente feudo monastico. Nel 14° secolo esso passò sotto il dominio di Siena e nel 16° secolo insieme a Siena entrò a far parte della Repubblica fiorentina. Col passare del tempo il paese subisce un declino economico sempre maggiore, che durerà fino all’inizio 20° secolo, quando l’apertura della miniera porta un nuovo sviluppo economico nella zona.

A Natale, da non perdere, la festa delle fiaccole: il 24 dicembre alle 19 vengono accese in varie parti del centro più di 40 cataste di legna, che continuano a bruciare fino all’alba. Si pensa che questa antica tradizione locale derivi dall’abitudine degli abitanti dei villaggi circostanti di accendere fuochi per scaldarsi durante la veglia di Natale in attesa della Messa.

Da visitare:
Il Borgo Medievale sorto intorno all’abbazia verso l’11° secolo, si è sviluppato sempre più nei secoli successivi , le sue case gotiche e rinascimentali sono ancora oggi molto ben conservate.
Come arrivarci: da piazza XX settembre, seguire il cartello marrone: Borgo Medievale, entrare attraverso la Porta della Badia, sormontata da una loggetta.

Abbazia di San Salvatore: la chiesa fu ricostruita nell’11° secolo e il suo interno è stato in parte ridecorato nel 16° secolo. Da non perdere la cripta (probabilmente dell’ 8° secolo), a cui si accede dalle scale a lato di quella centrale, con colonne e capitelli dalle forme variegate ed eleganti. Da una porta laterale si accede al chiostro con porticato, dal quale con una scala di ferro si raggiunge un piccolo museo di arte sacra.
Come arrivarci: da piazza XX Settembre, si imbocca via Cavour, dopo il civico 32, entrare sotto l’arco di pietra. www.abbaziasansalvatore.it

Museo Minerario
piazzale Renato Rossaro 6; Consorzio Terre di Toscana p.le R. Rossaro 2
tel. 0577 778 324
www.museominerario.it
www.terre-di-toscana.com
info@terreditoscana.net

Dal 15 giugno al 02 novembre
GIORNI FERIALI tour guidati a piedi con gli ex-minatori di 1.30h,
partenza h10 e h16, intero 6€, bambini 6-12 anni 5€
SABATO e FESTIVI tour con treno dei minatori, partenze circa ogni 40’ dalle 10 alle 18, intero 8€, bambini dai 6-12 anni 7€.

Da novembre a maggio aperto solo il sabato e festivi, gli orari sono gli stessi di quelli estivi, si prega di telefonare per la conferma.

All’inizio del 1900 l’estrazione del cinabro, minerale da cui si ricavava il mercurio, diede il via allo sviluppo economico della zona. Le miniere di Abbadia, chiuse nel 1977, sono state in seguito trasformate in un affascinante museo con un archivio storico, che documenta gli aspetti del lavoro (macchinari, attrezzi, gallerie) e della vita quotidiana nell’area mineraria.

Pitigliano


www.comune.pitigliano.gr.it

Pitigliano, appoggiata su una piccola collina di tufo e circondata dalle valli dei fiumi Lente e Meleta, ha una storia molto antica che risale a un insediamento dell’età del bronzo, che continua a esistere in epoca etrusca e poi romana. Dai Romani le vienedato il nome di Pitigliano, dall’unione dei 2 mitici fondatori della città: Petilio e Celiano.
Nel medio evo diventa un importante contea sotto il dominio degli Orsini e nel 17° secolo viene inglobata nel Granducato di Toscana di Ferdinando I.
Pitigliano è stata soprannominata La Piccola Gerusalemme, per aver dato rifugio agli ebrei fin dalla fine del 15°s, in seguito alle restrizioni che le bolle del Papa e del granducato di Toscana applicavano alle comunità israelite. Quando poi nel 17° s. la città passò sotto il dominio del Granducato di Toscana, gli ebrei furono relegati in un ghetto, ma a differenza di quello che avvenne nel resto d’Europa, qui gli ebrei continuarono a possedere i loro beni, in quanto fu riconosciuto il notevole apporto che essi davano alla vita economica e commerciale del paese. Nel 18°s con l’avvent dei Lorena al Granducato di Toscana, lo stato fu rinnovato da riforme illuministiche in tutti i campi, tra queste ci fu anche un’apertura verso gli ebrei e l’autorizzazione ad accedere a cariche pubbliche.

Da visitare:
Nel sottosuolo del paese si aprono dedali di gallerie, cantine e cunicoli in buona parte di epoca etrusca. Rivolgersi all’ Ufficio Informazioni e Accoglienza Turistica –Piazza Garibaldi, per la cartina dei percorsi sotterranei. Dal Santuario della Madonna delle Grazie, si gode di un magnifico panorama del centro storico.

Fortezza Orsini
Sorge all’inizio della città, fu ristrutturata nel 16° s da Antonio da Sangallo il Giovaneper volontà del conte Gianfrancesco Orsini, davanti ad essa l’imponente acquedotto medievale, che portava l’acqua alla città.

Museo Civico Archeologico della Civiltà Etrusca
Piazza Fortezza Orsini 59/c – tel. 0564 614 067
Istituito nel 1995, conserva un’esposizione di reperti prevalentemente etruschi(VII-VI s AC) scoperti durante gli scavi alla necropoli di Poggio Buco e nell’abitato di Pitigliano. La raccolta include ceramiche primitive e grandi vasi di Bucchero decorati a basso rilievo. Visitabile anche un magazzino-laboratorio con le ceramiche in restauro.
Orario: 10-17
Chiuso: Martedì e mercoledì.
Entrata: 3euro

Museo Palazzo Orsini
Piazza Fortezza Orsini 25 – tel. 0564 616 074; 0564 615 568
Allestito nel 1989 in quella che fu la residenza degli Orsini, il Palazzo ospita una preziosa raccolta di oggetti sacri, monete, sculture lignee, dipinti su tavola e tela, e tessuti preziosi. Alcune sale sono dedicate ai pittori: Francesco Zuccarelli, Pietro Aldi e Paride Pascucci.
Orario: 10-13 e 15-17.
Chiuso: lunedi.
Entrata: 2.50euro

Museo ebraico, Sinagoga e Ghetto
Vicolo Marghera e Vicolo Manin, tel. 0564 614 230 cell. 328 190 7173
La Sinagoga fu costruita alla fine del 16°s, vi si accede da via Zuccarelli, principale via del Ghetto.
Visitabili, in un suggestivo percorso attraverso locali scavati nel tufo: il bagno rituale delle donne, la cantina e la macelleria, l’antica tintoria, il forno delle azzime
Orario: Aprile-30 sett: 10-13.30 e 14.30-18.30. Chiuso: sabato
Entrata: 4euro, Ridotto 3euro (6-12 anni e oltre i 65)
Per visitare il Cimitero Ebraico rivolgersi a: Ass. La Piccola Gerusalemme – 0564 614 230.

San Galgano
http://www.sangalgano.org/index.htm 

L’Abbazia di San Galgano e l’eremo di Montesiepi
L’Abbazia di San Galgano fu costruita all’inizio del 13°s vicino all’eremo di Montesiepi (12°s), luogo in cui Galgano Guidotti si era ritirato in preghiera dopo aver abbandonato una vita dissoluta. Si narra infatti che nel 1180 Galgano giunse sul colle di Montesiepi e, determinato a capovolgere drasticamente la sua vita, infisse nella roccia la sua spada, che da arma si trasformò croce. La spada nella roccia è ancora oggi visibile nella rotonda dell’eremo. Per molto tempo la spada fu considerata un falso, ma una ricerca dell’Università di Siena (2001) ha confermato l’autenticità della sua origine medievale. Da non perdere la cappella dell’eremo con affreschi di Ambrogio Lorenzetti (1334-1336) riguardanti particolari della vita del santo. Nell’Eremo è presente una piccola Erboristeria, con interessanti prodotti locali.

La vita dell’Abbazia di San Galgano fu breve e tribolata a causa della peste e della carestia, che imperversarono nel 14°s, decimando gli abitanti della zona e lasciando l’abbazia indifesa agli attacchi di mercenari e banditi. Nel 16°s il rame di copertura del tetto fu venduto e col passare del tempo l’intero tetto collassò.
Incredibile ma vero, questo ultimo crollo ha dato all’Abbazia un nuovo e originale assetto che l’ha resa sempre più famosa, infatti l’eleganza delle linee architettoniche sormontate da cieli in continuo movimento ne hanno fatto una meta molto amata da pellegrini, viaggiatori e fotografi.

Eremo di Montesiepi: aperto tutti i giorni 9-19; entrata libera
Abbazia di San Galgano: da aprile a sett. 9-20; resto dell’anno 9-17.30, 18:30 festivi.
Entrata: Adulti 2 euro; fino ai 18 anni e oltre i 65: 1,50€, sconti per gruppi e famiglie.
Tel. 0577 756 738

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